IF IT WAS MY FAULT..

Posted in Personale con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , on Ottobre 19, 2009 by martina986

E’ un po’ come questi giorni d’autunno in cui il cielo è di un azzurro che fa male agli occhi, ci si ferma al sole per essere coccolati da un dolce tepore subito spazzato via dal vento gelido che si insinua nella valle colmata dal lago, lo increspa, scombina i capelli e si porta via quel leggero calore dalla mia pelle..

Sono sempre stata forte, nonostante i miei occhi esprimano la vivacità e le mie fattezze una mollezza di una bambina, lo sono sempre stata, nella mia mente, nelle mie lunghe passegiate in solitudine, nelle notti senza tregua, mi sono stretta la mano dicendomi “andiamo avanti

Mi sono detta “andrà meglio”..ed ogni foglio consegnato con il sorriso, ogni chiamata speranzosa,quella chiamata..

mi abbatte

Di colpo ogni pensiero positivo svanisce, si alza il vento, le foglie fanno gran chiasso mentre vengono spazzate via, l’azzurro si increspa, si sfuma con il bianco, il mio sorriso svanisce.

Colleziono l’ennesimo fallimento, inizio a pensare che delle tante possibili spiegazioni date, l’unica che avevo creduto impossibile, si fa sempre piu viva…

Non riesco a capire..

14/10/2009

I KNOW SOME STREETS AS WELL AS THEY KNOW EVERY STEP I WALKED

Posted in Personale con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Ottobre 13, 2009 by martina986

Ed ancora non riesco a realizzare totalmente..

Ho corso all’impazzata tra un treno e l’altro ed ora rincorro stazioni che si susseguono avvicinandomi ogni secondo che passa sotto le rotaie di questa via alla mia Roma..

E’ stato a tratti difficile trattenere le lacrime che nei miei occhi erano impazienti alla vista di questo treno, ed ho sorriso oltrepassando il Po’..

Conto i minuti che mi dividono dalla mia meta, dall’abbraccio di mio fratello, e dalle facce sorprese di babbo e mamma..

Ancora non ci credo, a tratti ero intimorita da tutto questo..a tratti sorridevo al sol pensiero..

Il cielo si apre e lascio la nebbia alle mie spalle, i panorami tornano ad essere familiari, il Tevere, i palazzi, l’aria, respiro..sono a casa..

6/10/2009

I know some street as well as they know every step that I walked

I know some street as well as they know every step that I walked

Abbracci, gli scalini decrescono sotto i miei passi e il selciato scivola sotto i miei piedi, le strade scorrono veloci come le lancette che mi separano dal cielo..
Percorro vie da tempo non percorse e mi lascio alle spalle strade per anni calpestate e vissute. Il grigio dei palazzi, il verde dei prati circondati da alberi che solo ora iniziano ad ingiallire le loro foglie, il marrone dei ruderi millenari, il nero di una lingua d’asfalto che viaggia verso il mare.
Mille macchine in attesa, gli occhi lucidi, le parole e le promesse, mi metto in fila con gli occhiali cercando di dissimulare le lacrime, passo oltre, salgo le scale, è difficile tenerle strette in un momento amaro e dolce allo stesso tempo, cammino veloce tra le insegne e le persone, zigzago tra valige e promoter, il mio telefono suona e l’amarezza si impenna..

Guardo fuori dal mio oblò il cielo della mia città ancora una volta, la velocità aumenta e mi schiaccia, le mie orecchie implodono insieme ad i miei occhi gonfi di lacrime trattenute, respiro a fondo mentre il tevere balena d’una luce dorata..tornerò presto mi dico..

09/10/2009


The Edge

The Edge

30/09/2009..

Posted in Personale con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Ottobre 13, 2009 by martina986

Rimango quasi incantata a guardare quei fogli rettangolari a quadretti beige e celesti..

Ho quasi paura di toccarli, quasi non fossero reali, con la paura di rovinarli, di consumarli o perderli..

Quasi non ci credo…solo una settimana e sarò lì…mi vengono le lacrime agli occhi al solo pensiero..il treno, il tram, la mia casa, la mia camera…la mia famigliale mie amiche…quasi non ci credo e non realizzerò tutto questo fino a quel momento in cui sarò seduta in viaggio senza scampo…sto tornando a casa..

Le mie lacrime sono scese al pensiero, così come sono scese alle sole immagini della mia città vissuta e consumata da passi di passanti distratti mai incontrati..che forse come me si renderanno conto della superficialità degli sguardi solo quando saranno lontani..

Scappo da discorsi, evito pensieri, esco e cammino..

Conto i giorni che mi separano dalla partenza..il mio letto..dopo quasi un anno tornerò a dormire lì..nel mio letto..sul mio cuscino..come sarà la mia prima notte lì?

Mi riaffiorano  i ricordi di quella mattina di sole in cui me ne andai, i pensieri della mia ultima notte insonne in quel letto…

E resto con gli occhi sbarrati mentre i minuti scivolano sotto le mie lenzuola..la mia ultima notte in questo letto, passa insonne e la fioca luce delle stelline appese al muro svanisce nel tempo e la luce prende il sopravvento facendosi spazio tra le strette fessure della serranda..From “IT IS NO EASY – 5/12/08″

Inizio a farmi pensieri in testa..un piccolo programma, un remainder delle cose da fare..dei must da vedere, i posti che mi mancano, le foto da recuperare in 23 anni di buio fotografico consapevole che nella mia Roma il tempo appartiene ad una dimensione a parte, una dimensione dove i tempi romani tremano al passare della metropolitana e si anneriscono al passaggio delle auto…e passerà veloce, troppo veloce per una piccola passante come me…

PENSIERI SCONNESSI

Posted in DayLife on Settembre 15, 2009 by martina986

…di un estate anomala

Il mio ferragosto inizia presto, prima del previsto..fuori è ancora buio..le 5:07 segna l’orologio dello schermo, ma i miei occhi sono spalancati, fissi nel vuoto di una penombra che attende il sorgere del sole.
Meno di due settimane e tornerà l’autunno..altri 9 lunghissimi ed insopportabili mesi d’inverno rincorrendo il ricordo delle estati passate e le aspettative della prossima..

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e mi chiedo se sia piu duro  lasciarmi alle spalle quest’alba con le lacrime appese alle ciglia, o andare incontro a quello che la distanza non mi fa apparire chiaro

Decisioni non prese, rimandate, prese ed abbandonate, valige fatte e disfatte, le lacrime, le risa, gli abbracci.

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Ripenso a quelle vie, a quei panorami, a quella casa, ed i miei pensieri si tramutano in qualcosa di immateriale, di simile ad un ricordo di parole lette in un libro di d’annunzio, piene di colori, di forme, di descrizioni minute..mi mancano quei posti, la loro immortalità, la loro fermità cronologica che li scaglia in un tempo indicibile, la dolce malinconia di quei panorami e la voce del vento che si insinua tra le porte e le fessure..il rumore dei pini, il battito delle stelle nel cielo

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Il calore del sole si perde nel freddo del vento..l’estate sta voltando le sue spalle bruciando le prime foglie autunnali..nell’instabilità della stagione mi perdo ed arranco..
ritorno sulle rotaie…scorre lento il tempo e guardo fuori..treni aerei..arriverò presto mi dico..la nostalgia è come un peso che ti cade sul naso proprio quando non te l’aspettavi e rende il respiro pesante, quasi forzato..scatti al tramonto con gli occhi al cielo..Ne ho perso un altro…non riesco neanche a ricordare quale sia l’ultima volta, così lontana…neanche la ricordo..

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Pensieri sconnessi in una fresca sera in cui il sole ha già iniziato ad abbreviare il suo corso nel cielo…vorrei far volare le parole libere su questo foglio…ed invece rimangono appese qui tra le labbra ed i neuroni..come le foglie che si apprestano ad ingiallire in quest’autunno che non tarda ad arrivare..

Qualcuno ha provato a dirmi di smettere di scrivere…qualcuno ha provato a chiedermi cose che non puo sapere..ed ho evitato risposte troppo ovvie, risposte a chi non meritava o piu semplicemente risposte a chi era indifferente la risposta…

Gioco con i capelli e strizzo gli occhi, se c’è una cosa che ho imparato nello scorso inverno è stata il mettere in pratica la mia abilità di cercare i dettagli e le similitudini intorno a me…in una semplice passione…o piu semplicemente l’urlo della mia animaper non farmi mai dimenticare chi realmente sono

QUESTA STRANA ESTATE CHE TANTO ESTATE NON E’..

Posted in DayLife con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , on Luglio 20, 2009 by martina986

E’ un po’ che non torno a scrivere sulle pagine di questo blog, quindi un po’ in colpa, un po’ no,  un’po’ pensierosa mi accingo a riempire qualche riga, giusto per fare il punto della situazione, o forse per il solo gusto di descrivere un po’ di questi giorni.

Il tempo sta passando veloce, o forse troppo lento , quello che è certo è che quest’anno, in questa strana estate che tanto estate non è, sta lasciando segni profondi e momenti di vita che mai avevo vissuto ed alcuni che mai mi sarei augurata di vivere.

Oggi..che giorno è? E’ lunedi…è lunedi 20 luglio, come è veloce il tempo, era maggio e poi? Che fine ha fatto giugno e metà di questo mese? Questo strano 2009 mi si mangia i giorni ed i pensieri, i sogni e le certezze e mi scaraventa addosso solo la cruda realtà.

Mi mancano le giornate piene, le mie amiche e la mia casa, mi manca la mia Roma da cui tante volte ho desiderato di andar via per poi accorgermi  un giorno che non c’è posto migliore per me che quella strana affollata e vecchia città.

una settimana e poi vacanze, anche se a dirla tutta il contrario potrebbe farmi solo bene, il sole torna ed ora una nuvola, due, tre, goccie, ma non c’è da preoccuparsi…il sole tornerà a breve in questa strana estate che tanto estate non è..

SHE DIED WITH OPEN EYES, SHAME ON US WHO LIVE WITH CLOSED EYES

Posted in DayLife con i tag , , , , , , , , , , , on Giugno 24, 2009 by martina986

http://tehranbureau.com/

L’INESORABILITA’ DEL TEMPO

Posted in DayLife con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Giugno 19, 2009 by martina986

i giorni volano proprio come il treno che scorre su questa nuova strada, tra questi panorami mai visti da questa prospettiva e si immerge in gallerie senza sosta, senza fermate…mi riporta a casa..

Conto i passi, i minuti, le parole in quegli interminabili attimi…conto alla rovescia le carrozze…10..9..8..7..6..5..4..3..2..1..inizio a scorgere qualcosa, delle teste familiari, occhi lucidi ed abbracci.

I panorami tornano ad esser familiari, sono CASA..

i giorni volano proprio come quelle misere ore che separono la notte dalla luce, il sole si alza e mi sveglia, il sonno scompare mentre la matematica inesorabile mi dice che sarebbe presto..ma il tempo vola ed io non posso sprecarlo con il sonno..

23anni dopo qualcun’altro al posto mio ha trovato una scusa per ritrovarci di nuovo qui, di 30/5 nell’androne di questo ospedale, in cui anche stavolta ci guardiamo sorridenti, un’pò impauriti ma ancora una volta UNITI..

il vento, il sole, le nuvole, il traffico, il parcheggio, parole tra i dischi, le parole dei dischi ed ancora traffico verso casa, vestiti, trucchi e pennelli, ancora traffico, un nuovo parcheggio, gli sguardi, i sorrisi, gli abbracci...le MIE AMICHE..sorrido ancora, la cena, la torta, le foto, i sorrisi, gli abbracci, i baci..il mio sorriso..le parole, i sorrisi..

Il sole fa i capricci dietro le nuvole grige, sembra intimidirsi mentre filtra da quel buco di azzurro per poi riscomparire, il mio quartiere torna mio, sorrido di malinconia nell’attraversarlo, nell’attraversare ogni singolo angolo in cui è nascosto un ricordo o forse un milione, a casa si festeggia di nuovo, con una torta rosa e bianca, con mille racconti, con tanti sorrisi e foto, l’abbraccio della mia nonna che mi stringe a lei, mille persone che camminano intorno alle nostre mani strette, si torna per la via di casa, giusto il tempo per prendere qualcosa e guidiamo verso sud, strade dritte, pini ai lati, le buche mettono alla prova le sospensioni e ci si ferma, si cena, si guarda un film che finisce nel buio dei miei sogni.

La sveglia suona, ma tu, sembri ignorarla, la tua immobilità fa sorridere ed allora ti sveglio io con una carezza, l’odore del caffè già ha pervaso la stanza e solo allora riesci ad aprire gli occhi, il tempo stringe, mi preparo mentre la mia mente è fissa in quella sala bianca abitata da omini vestiti di verde, squilla il telefono “è andato tutto bene” un sospiro solleva la mia anima in pena e si parte, si torna tra quei corridoi a vedere quel gigante biondo che dorme e si sveglia guardandoci con un occhio solo per farci sorridere, ci fà strada quel piccolo puntino grigio e siamo a casa, il mio babbo tra i fornelli,  noi in attesa al pc, si mangia, si esce tra i panorami della Roma mia, strade tante volte percorse, il laghetto, la stazione, i piedi che corrono veloci l’uno davanti l’altro, i binari, treni ordinati per arrivo e partenza…
Le strade continuano a scorrere, sempre più veloci, la pioggia scende e cade violenta sul vetro, l’uscita sbagliata..o forse la più giusta, il vento riecheggia, si porta via le foglie, i pini si  piegano il mare ulula in fondo, pizza e supplì..cosa c’è di meglio di una cena del genere??

La bella Roma mia mi sorride ancora una volta, come ne “il cielo su Roma” le rime rispecchiano ciò che i miei occhi vedono “la borgata, la periferia, i palazzi”, e di corsa “in metropolitana sotto il suolo sottostante” usciamo, il sole fa strizzare gli occhi ed appare davanti a me lui..il Colosseo..”mi sei mancato” sussurro..il marmo, il tufo, le colonne, gli archi, le statue equestri, la Roma d’annunziana …l’assaporo ancora una volta..e mi lascio abbracciare da lei..mentre cammino mano nella mano con lui..si torna a casa, cena, tv..ti trascino via, torniamo verso il mare, giusto il tempo per qualche coccola..domani si riparte..

La sveglia, il caffè, le valige, la mia casa, Lorenzino a casa di nuovo, sorrido e lo infastidisco un’pò..acquisti dell’ultimo minuto ed abbracci dell’ultimo minuto alla mia amichetta non ancora salutata..si torna a casa, pranzo, il tempo scorre inesorabile, valige e strade, saluti ed abbracci, i raggi x confermano la mia innocenza e spriamo mano nella mano sulla scala mobile..il collasso, le mie lacrime, i singhiozzi..inspiegabili..irrefrenabili..tremo, mi abbracci e mi tringi forte, resto sull’orlo del pianto mentre l’aereo decolla sul mare..non guardo giù finchè la virata mi costringe quasi a farlo…CIAO CASA..

TUONI E SIBILI

Posted in Personale con i tag , , , , , , , , on Maggio 27, 2009 by martina986

E con stupore sento in lontananza l’avvicinarsi del temporale mentre il cielo azzurro lentamente si incupisce e la pioggia inizia lentamente a cadere..i tuoni si avvicinanano ed i boati tra le nubi raggiungono la terra..

E’ più forte il rumore dei tuoni che è dentro da quelli del temporale..

Cade la pioggia, si macchia di nero, si contorcono le nuvole agitate dal vento. Sibili di aria sotto le porte diventano più forti, diventano ululati di un vento la cui forza sfonderebbe questa porta, ed invece resta lì sotto, si insinua, si infiltra per poi fuggire altrove

In quell’angolo buio di mondo dove la pioggia ancora non ha smesso di cadere, nonostante il sole si sia rimpossessato del suo cielo e dove il vento si insinua tra la fessura della porta senza capire il perché..

BEEN TALKIN’ TO MYSELF FOREVER

Posted in Musica=Emozioni con i tag , , , , , , on Maggio 21, 2009 by martina986

Little bit lost and…
Un po’ più smarrita

A little bit lonely
Ed un po’ più sola

Little bit cold here
Fa un po’ più freddo qui

A little bit feared
Un po’ più impaurita

I’m a little bit hemmed in
Un po’ più in gabbia

A little bit isolated
Un po’ più isolata

A little bit hopeful
Un po’ più speranzosa

A little bit cold
Un po’ più fredda

But I hold on
Ma io resto in attesa

And I
Ed io

Feel strong
Mi sento più forte

And I
Ed io ora

Know that I can
So che posso farcela

Getting used to it
Abituandomi a questo

Lit the fuse to it
Accendo la miccia

Like to know who I am
Per conoscere chi sono

Been talking to myself forever, yeah
Sono stata a parlare con me stessa per sempre

And how I wish I knew me better, yeah
E come speravo io mi conoscevo meglio

Still sitting on a shelf and never
Continuo a sedermi sulla mensola senza

Never seen the sun shine brighter
Mai vedere il sole brillare con più forza

And it feels like me
E mi fa sentire come se fossi me

On a good day
In una buona giornata

LA GIOIA DEL CAOS

Posted in DayLife con i tag , , , , , , , , , , on Maggio 4, 2009 by martina986

Scrivo queste righe ispirata da un giocoliere israeliano, Ron Beeri, visto un paio di giorni fa in uno spettacolo, per esprimere un concetto da sempre noto, la tristezza delle figure che nell’immaginario di ognuno di noi sono fonte di gioia e sorrisi per grandi e bambini…

Scrivo queste righe mentre nella mia mente girano ancora in modo vorticoso le clave, in alto, si abbassano per rialzarsi fino a sfiorare il tetto, il collo entra nel movimento, le luci colorate creano ombre mille volte più spettacolari di una realtà vista direttamente..

La musica diventa ipnotica ed incalzante, il collo, le braccia le mani sono coordinate a formare uno strano spettacolo, l’angoscia di un uomo che combatte contro il mondo e contro i suoi pensieri espressi in movimenti fluidi e plastici, come un retore che gioca con le parole a formare pensieri che esprimono la propria anima, sfogando in poche righe nubi di tempesta e vortici di vento…le clave, come parole, si incastrano alla perfezione senza urtarsi, le mani scorrono veloci, le ombre si ingrandiscono mescolandosi ai colori, la musica si attenua, le clave rallentano, l’ordinato caos diventa quiete ed il silenzio sfocia in un applauso..