Similing and Waiting..
Questo post vale per tutti quelli che avrei dovuto scrivere in questi mesi di mia assenza virtuale..un’assenza voluta..ma non sofferta..l’esigenza di scrivere è un bisogno vitale per me e non è che non leggendo su questo diario di emozioni dal fondo virtuale nero che la mia anima ha smesso di parlarmi..e sono certa che chi ha voluto, conoscendomi o meno, ha trovato modo di seguire le mie orme.
Il tempo è scivolato a tratti lento in questi sei lunghi mesi d’assenza. Le vette che guardano a nord si sono coperte di neve sciolta dalla pioggia e dal calore del sole che si specchia nel blu intenso delle acque di questo lago.
Poi un giorno la mia vita ha iniziato a scorrere veloce, quel sole tiepido ha permesso ai papaveri di colorare l’antracite dei sassi su cui posano i binari e su cui ho iniziato incessantemente a viaggiare, catapultandomi ogni settimana in una nuova atmosfera, in una nuova vita, in una nuova nazione attraverso le pagine scritte fitte dagli autori. Per tre mesi ho camminato tra le vie di una città che mai mi apparterrà accompagnata da flashback, ricordi che mi hanno rincorso e voci che non parlano come me e che non somigliano a nulla che sia familiare..
Il sole è diventato sempre più alto e caldo e le giornate si stanno accorciando di già..le mie rotte mattutine si sono spostate più ad est, le strade sono sempre meno trafficate, i dialetti cambiano e nella mia mente entrano concetti fino a qualche mese fa estranei. Ho imparato a sorridere, ho ricordato come si sorride per qualcosa che dipende solo da me, per ogni risultato raggiunto..
Eppure scambierei qualsiasi cosa per poter essere sotto quel cielo stellato, rannicchiata sotto la croce con il naso all’insù e gli occhi lucidi perché certi paesaggi restano nel cuore e se ne sente la nostalgia una volta lontani..l’estate vola e scappa via nel momento in cui ne stavi assaporando il tepore, come una donna narcisista e un’po’ vanitosa fugge dagli sguardi solo per far sentire la sua mancanza..
Ma io continuo a sorridere aspettando responsi che si accingono ad arrivare e continuo a sognare il profilo di quel volto familiare fatto di cupole e tetti immortali, di sabbia scura che si incastra su ogni fibra dei miei vestiti, di strade che mi hanno visto ridere e soffrire, di ponti e palazzi bianchi su cui la luce del sole e della luna giocano a ricorrersi..continuo a sorridere guardando nei tuoi occhi verdi e le coperte sollevarsi al ritmo del tuo respiro, guardando le tue mani che mi cercano nel letto mentre ti saluto prima di andare via..
marzo 6, 2011 a 10:30 pm
mi sono commossa, e ho avvertito luoghi familiari…