Bisogna Perdersi Per Ritrovarsi..
Il freddo si sta insinuando in questa casa, le foglie iniziano ad imbrunirsi in questa città dove l’autunno non ha i suoi colori e dove forse l’autunno non arriva mai.
Un anno..mi dico..è passato un anno.
Mi sembra una vita e mi sembra ieri.
La vita scorre inarrestabile e passano le stagioni, gli inverni ti spolverano di neve anche a questa latitudine e diventano piu tiepidi a lasciar spazio ad estati che vorremmo siano senza fine finché poi arriva quel giorno che vedevo così lontano..allontanandolo con ogni scusa e ci si rende conto che il tempo passa per tutti ed il tempo passa pure per noi.
E’ stato un anno di cambiamenti, di stravolgimenti, esaurimenti nervosi ed di forze.
Ora so cosa vuol dire davvero RICOMINCIARE.
Perdere tutto ed essere spogliati anche della speranza, cadere e rialzarsi per ricomnciare: Ricominciare a vivere, ricominciare a ricordare strade scritte da sempre nella mia mente, ricominciare a cercare un lavoro, riabituarsi a dei colleghi, ricominciare ad uscire con le compagnie che mai avevo lasciato, ricominciare a studiare, ridare un ordine alla mia vita che sembrava ormai aver trovato un nido(…).
E’ stato difficile. Sono poche le persone che possono capirlo, che possono capire cosa vuol dire tornare a casa con la coda tra le gambe, illudersi e cadere ancora.
E’ stato difficile trovare le forze. La forza di lottare, la forza di non arrendersi alla decisione più facile, la forza di capire che in fondo non era cambiato nulla, la forza di chiudere una porta ed aprirne altre.
Tremo scrivendo queste parole, queste frasi, tremo di emozioni contrastanti perché in questi mesi è stato duro affrontare me stessa, lo è stato più di ammettere il fallimento.
Il circolo delle parole è fatto anche di fatti, ma la riuscita dei fatti dipende dalle motivazioni: non credere alle parole quando i fatti parlano di passato vuol dire spezzare il circolo e a me non resta che la testa piena di illusioni svanite e parole al sapore di bugie che rimbalzano sulle quattro mura delle mia stanza umida di lacrime e piena di emozioni stampate sul mio viso.
Le ferite lasciano cicatrici morali e fisiche, ostacoli ancora da affrontare e tralicci da scalare..ma dopo tutto sono qui, ancora in piedi: mi sono rimessa in gioco perché le mie ginocchia sono ancora abbastanza dure da non lasciarmi sprofondare nel vuoto, le mie mani abbastanza forti da rimettermi ancora in piedi e la mia testa ancora piena di orgoglio e di coraggio da alzarsi di nuovo verso la luce.
Archivio questo anno portandomi dietro storie e fantasmi, sorrisi e passi, fallimenti e decisioni drastiche, lo archivio in una scatola, accanto a quella della mia vita passata. Lì, nel mio armadio: lontano dagli occhi di molti e sempre davanti ai miei.
Cio che Segna Insegna.
